Enrico Puppo

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Enrico ( Henry ) Puppo

Enrico di sè dice…

“Da piccolo la mamma diceva che avrei pututo cantare allo Zecchino d’Oro, ma non le davo granché retta  e non avevo nessuna intenzione di esibirmi in pubblico (poi si sa, ogni scarrafone è intonato a mamma sua). Devo la passione per la musica completamente a mio fratello Luciano. A sette anni pensavo che avrebbe potuto suonare qualunque cosa. Quarant’anni dopo ne sono sempre più convinto.
A otto anni suonavo “L’amore è blu” con un dito sul pianoforte. Sette o otto anni dopo mi ero guadagnato a stento un diploma di quinto anno, che non ho mai ritirato. Nel frattempo avevo fatto una breve esperienza, senza troppa convinzione, come bassista rock nel complessino messo su con gli amici. Quando mi resi conto di aver sbagliato metodo ed insegnante di piano era troppo tardi. Accantonato quello strumento e cambiando completamente genere, suonai per alcuni anni il flauto dolce in un paio di gruppi di musica antica, senza mai studiare seriamente.  Il piano mi era rimasto per diletto e per cantare le canzoni che mi piacevano, quasi sempre per me stesso, raramente per gli amici o per guadagnarmi una birra. Anche un timido tentativo di avvicinarmi al jazz andò male, è un linguaggio che non sono mai riuscito ad assimilare, almeno non sulla tastiera.
Quando non riesci a fare quel che vorresti ti scoraggi. Seguirono molti anni in cui non mi andava di fare musica, preferivo ascoltarla. Solo nel 2005 mi venne voglia di provare a cantare in un coro ed antrai in quello dell’università “Januenses Academici Cantores”. Andò bene, ma dopo un annetto cercavo un ambiente e un genere che mi somigliassero di più ed entrai nel Swingin’ Conte Choir, dalle cui ceneri nel 2007 sono nati i Loneliest.
Nel frattempo ho girato un po’ di mondo, sono diventato professore ordinario di informatica, ho prodotto un centinaio di lavori scientifici, diretto progetti, formato generazioni di studenti (Alessio compreso) e una manciata di dottori di ricerca, fatto un sacco di riunioni, troppe riunioni, digerito un fiume di burocrazia, pestata una quantità innumerevole di tasti. Non di quelli bianchi e neri, ahimé. Ma questa è un’altra storia. L’unica vera conseguenza è che i Loneliest mi chiamano “il prof”.
E soprattutto ho conosciuto Sara e insieme abbiamo avuto Francesco e Marta. A loro va la mia riconoscenza per aver reso la mia vita molto molto migliore. E per saper sopportare la mia voglia di cantare.
Grazie ai Loneliest prima di tutto per l’amicizia. E poi perché insieme a loro riesco ancora a crederci.”

ENRICO ed i LONELIEST
Henry è antrato nel coro “Swingin’n Conte” nel 2006 e si è rivelato subito un grande acquisto: ama e conosce il JAZZ, suona il pianoforte (quantomeno ci prova) ha un ottimo orecchio ed una sicura voce da baritono. Nei Loneliest si è rivelato un ottimo solista, ma soprattutto nelle serate stupisce grazie alla sua capacità di riprodurre suoni ritmici con la bocca sottolineando il ritmo molti brani.

ENRICO sul WEB
* http://www.disi.unige.it/person/PuppoE